III BIENNALE,
LABORATORIO DI INCISIONE PER L'ARCHITETTURA

IL PONTE DELLE CITTÀ INVISIBILI

Ofarch - Officina d'Architettura

a cura: Emidio De Albentiis, Fabio Fabiani, Maria Teresa Romitelli
30 Maggio 2026

Spazio MTR Piazza Collicola, Largo Bovio

DATI GENERALI:
III BIENNALE Laboratorio di Incisione per L’architettura – Il Ponte delle città invisibili
Terza edizione, anno 2026-2027
DESCRIZIONE:
La terza edizione del laboratorio di Incisione avrà come tema “Il Ponte delle Città Invisibili” e vedrà i partecipanti cimentarsi a scelta con le varie tecniche calcografiche come l’acquaforte, la punta secca, l’acquatinta e con incursioni di natura digitale con l’obiettivo di estendere i confini della calcografia.
Il tema di questa edizione che succede ai precedenti “Facciata urbana” e “Porta della Città”, entrambi terminati con la mostra a Palazzo Collicola, riguarda uno degli stimoli più profondi dell’immaginazione architettonica capace per sua natura di approdare a significati e ragionamenti di riflessione estremi. Per l’importanza del tema e per la vastità delle attività che ruoteranno intorno si svilupperà in una forma temporale Biennale con la conclusione del laboratorio nel 2026 e con incontri pubblici, convegni e mostra nel 2027.
Come già accaduto per i temi dei laboratori passati, l’argomento scelto ha un preciso riferimento con la città di Spoleto e in questo caso con il suo simbolo più maestoso e immaginifico: Il Ponte delle Torri, la “Seconda Natura” per W. Goethe. Il Ponte delle Torri ha avuto nel corso dei secoli sguardi critici di artisti e architetti di caratura Internazionale, che lo hanno fatto necessariamente “riscoprire” con “parole nuove” e solo per citarne alcuni: J. M. W. Turner nel 1840, Christo nel 1968, R. Horn nel 1980, V. Skoda nel 2006 e architetti del calibro di Costantino Dardi con l’elogio compositivo nel testo “Semplice Lineare Complesso L’Acquedotto di Spoleto” del 1987 e L. I. Kahn con due splendidi disegni in occasione nel suo primo viaggio in Italia nel 1929.
Il Ponte è elemento architettonico di unione e di relazione tra due poli, una linea chiara che segna il rapporto tra la città e la natura a contatto con la terra, l’acqua e l’aria. Il ponte è meraviglia architettonica e ingegneristica, armonia di pieni e vuoti che può diventare esso stesso abitazione o pura proiezione utopica come per quelli “obliqui” di Claude Parent, per approdare all’infinito immaginario creato nelle città utopiche e “invisibili” di Italo Calvino. Città invisibili sono anche quelle desiderate, attraversate dalla pace e dall’unione e il Ponte è la manifestazione del collegamento, dell’equilibrio spaziale ma soprattutto sociale.
Nelle città invisibili di Calvino c’è un passaggio centrale che intreccia il significato del Ponte e del Laboratorio stesso: “Marco Polo descrive un ponte, pietra per pietra. “Ma qual è la pietra che sostiene il ponte?” chiede Kublai Kan. “Il ponte non è sostenuto da questa o quella pietra − risponde Marco, − ma dalla linea dell’arco che esse formano”. Kan rimane silenzioso, riflettendo. Poi soggiunge: “Perché mi parli delle pietre? È solo dell’arco che m’importa”. Polo risponde: “Senza pietre non c’è arco”.
La metafora delle pietre e dell’arco è utile anche per descrivere il ruolo attivo del Laboratorio e dei suoi partecipanti sviluppando il concetto “secondo cui il tutto è più della somma delle parti”. Il Laboratorio è un luogo per riscoprire il valore della pausa attraverso la naturale applicazione della tecnica incisoria generando così un percorso a ritroso, meditativo e riflessivo; un percorso che porterà a visioni progettuali figlie dei personali linguaggi architettonici rafforzati da una tavola rotonda permanente che unisce “orizzontalmente” i partecipanti, i tutor, gli architetti di OFARCH, l’artista incisore Maria Teresa Romitelli coadiuvata da Giuseppe Lo Russo, già responsabile tecnico della stamperia dell’Istituto Nazionale per la Grafica di Roma e la lettura critica di Emidio De Albentiis, critico d’arte e già Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Perugia.
Ai partecipanti è chiesto semplicemente di rendere visibile, l’invisibile.
Nel corso dello svolgimento del laboratorio ci saranno incontri nella biblioteca Carandente di Palazzo Collicola e una visita all’Istituto Centrale per la Grafica.

COORDINATORE:
Fabio Fabiani

REFERENTI:
Riccardo Gori, tel. +39 328 7324347, Cristina Fioretti

PROMOTORI:
OFARCH Officina d’architettura e SPAZIO MTR

COLLABORAZIONE:
ISTITUTO CENTRALE PER LA GRAFICA

PATROCINI:
COMUNE DI SPOLETO, ORDINE DEGLI ARCHITETTI P.P.C. DELLA PROVINCIA DI PERUGA, F.U.A. FONDAZIONE UMBRA PER L’ARCHITETTURA, ACCADEMIA NAZIONALE DI SAN LUCA
SOSTEGNO: FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI SPOLETO

RESPONSABILI SCIENTIFICI:
Emidio De Albentiis, Fabio Fabiani, Maria Teresa Romitelli, Giuseppe Lo Russo, Lorenzo Zangheri, Riccardo Gori

TUTOR:
Marta Tardocchi, Lorenzo Zangheri

DESTINATARI:
20-25 architetti

SEDE DEL LABORATORIO:
Spazio MTR in Piazza Collicola 11 e Piazza Bovio 1, Spoleto

DURATA:
10 INCONTRI che si svolgeranno nei fine settimana (sabato e/o domenica) a partire dal 30.05.2026 con frequenza registrata per l’ottenimento di n.16 CFP con almeno il 70% delle presenze, rispettivamente:
– MODULO A – 8 cfp – 30-05-2026 AL 28-06-2026
– MODULO B – 8 cfp – 05-09-2026 al 11-10-2026
N.B.: le date potranno subire spostamenti concordati tra i tutor e i partecipanti.

MATERIALE prodotto coadiuvato dai TUTOR con la tecnica dell’incisione (acquaforte e/o acquatinta):
lastra in rame 30×40 cm e n. 2 stampe 50 x70 cm

QUOTA DI PARTECIPAZIONE:
Euro 200,00 comprendente i materiali per lo svolgimento del laboratorio, le stampe e la realizzazione della mostra.

ISCRIZIONE E CONTATTI:
Verrà effettuata una pre-iscrizione inviando una e-mail all’indirizzo ofarchspoleto@gmail.com indicando come oggetto: ISCRIZIONE LABORATORIO D’INCISIONE 2026; indicando nome, cognome, codice fiscale, contatto telefonico, ordine di appartenenza e matricola. A seguire verranno comunicate le modalità di pagamento della quota per la definitiva iscrizione al corso.

N.B. IL CORSO AVRA’ LUOGO CON IL RAGGIUNGIMENTO DEL NUMERO MINIMO DI 15 PARTECIPANTI

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